IN MOSTRA

I mille occhi di Argo: l'ossessione simbolista per il pavone

Racconta Ovidio che quando il dio Mercurio addormentò il terribile gigante Argo e lo decapitò nel sonno, Giunone non poté sopportare di perdere il suo guardiano dai mille occhi. Li raccolse uno per uno e li applicò sulle penne del suo uccello sacro. Da quella notte, il pavone porta sulla coda una chioma di “gemme stellanti”.

È una storia antichissima, eppure sembra descrivere quello che accade ogni volta che si entra nel Parco Romantico della Villa dei Capolavori. I pavoni passeggiano tra le piante monumentali, lanciano il loro grido improvviso, spiegano la ruota davanti ai visitatori. 

Quei pavoni sono i veri protagonisti della mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883–1915, in corso fino al 28 giugno alla Fondazione Magnani-Rocca. Perché nessun altro animale incarna così pienamente l'immaginario del movimento.

Il Simbolismo ha bisogno di un emblema vivente, e quell'emblema è il pavone. Iride, vanità, immortalità, decadenza. Tra fine Ottocento e primo Novecento, il pavone diventa qualcosa di più di una citazione mitologica o di un ornamento Liberty. Si carica di un'ambiguità nuova, che Whistler, Moreau, Beardsley, Wilde useranno come una sigla.

Domenico Baccarini, Pavonessa 1903-1904 / Aubrey Beardsely, The Peacock Skirt, 1893

Galielo Chini, Taverna Rossa del Grand Hotel Des Thermes, Salsomaggiore

Ritratto della sorella Pia. Galielo Chini, 1892

«La ruota del pavone, sebbene magnifica, è effimera, un'ostentazione che preannuncia la decadenza. Questa ambivalenza riflette l'ossessione simbolista per la fusione di sensualità e spiritualità, vita e morte.»

In Italia, chi più di chiunque altro fa propria questa lezione è Galileo Chini. Il pavone diventa una sua ossessione, una firma che lo accompagna per tutta la carriera, dalle ceramiche alle grandi imprese decorative. Alle Terme Berzieri di Salsomaggiore, gli "occhi" della coda invadono pareti e soffitti: il blu dell'immortalità, il verde della vitalità: temi perfetti per un luogo di cura. Al Grand Hotel des Thèrmes, nella Taverna Rossa, l'ambiente intero diventa una pulsazione ipnotica di "occhi" che osservano da ogni lato.

Nella mostra Il Simbolismo in Italia alla Villa dei Capolavori, Chini è presente con tre opere: il ritratto della sorella Pia dai chiari richiami preraffaelliti, il tondo con la testa di Giovanni Battista, vittima della “femme fatale” Salomè e infine uno stupefacente paesaggio notturno proveniente dalla Presidenza della Repubblica.

E poi c'è Luigi Magnani.
Che non a caso, qualche decennio dopo D'Annunzio al Vittoriale, popolò il parco della sua Villa con pavoni, inizialmente solo bianchi, eterei, canoviani. Per completare quell'atmosfera di bellezza assoluta e aristocratico isolamento che era il nucleo della sua identità.

La sua collezione, dove Tiziano dialoga con Morandi e Goya con Burri, è un tempio delle corrispondenze tra il visibile e l'invisibile. I pavoni del giardino, eredi diretti di Argo, ne sono i custodi viventi. Una formula che è insieme ritratto del collezionista e chiave di lettura della Villa intera:

«Magnani vede l'opera d'arte (e la natura) non solo come forma estetica ma come simbolo vivente di un valore etico e spirituale, operando scelte che privilegiano l'enigma, l'atmosfera sospesa e la dimensione meditativa dell'arte.»

La storia del Pavone nel Simbolismo continua nel catalogo della mostra che contiene anche il saggio “l Simbolo dispiegato. Il pavone nel Simbolismo e l'universo sinestetico di Luigi Magnani scritto dal Direttore scientifico Stefano Roffi.

VISITA LA MOSTRA
La Fondazione Magnani-Rocca, con la mostra IL SIMBOLISMO IN ITALIA, la Collezione permanente di capolavori di ogni tempo, il Parco Romantico, è aperta dal martedì al venerdì ore 10.00–18.00, sabato domenica e festivi ore 10.00–19.00. Chiusa il lunedì

VISITE GUIDATE
Sabato 9
ore 16:00 e 16:30 e Domenica ore 11:30, 16:00, 17:00
Costo
: guida €5 + biglietto d’ingresso €15
Prenota qui:
prenotazioni@magnanirocca.it  per il solo ingresso non occorre prenotare, i biglietti si acquistano all'arrivo

La mostra è realizzata grazie a Fondazione Cariparma e Crédit Agricole Italia, con il contributo di Barilla e di Polo Parma.

 

IL PARCO ROMANTICO

Ogni opera è un racconto: il catalogo della mostra

L’esperienza della mostra “Il Simbolismo in Italia” continua tra le pagine del catalogo ufficiale edito da Dario Cimorelli editore. Un prezioso volume con grandi immagini a colori che riproducono tutte le opere in mostra alla Villa dei Capolavori.

Ogni opera è accompagnata da un racconto che svela i dettagli, i segreti, i significati simbolici.

Il volume di oltre 300 pagine a colori, che accompagna la grande mostra IL SIMBOLISMO IN ITALIA presso la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo, presenta la stagione più visionaria dell’arte italiana, fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Oltre centocinquanta opere sontuose: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Galileo Chini sono alcuni degli artisti, fra dipinti, sculture, incisioni, dove bellezza, mistero, ossessione definiscono una nuova, affascinante estetica.

Il catalogo è in vendita a prezzo speciale per i visitatori della mostra presso il bookshop della Fondazione Magnani-Rocca.

 E per chi acquista il catalogo c’è una SORPRESA: in regalo la locandina della mostra e il poster “La Promenade” di Renoir.

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