«La ruota del pavone,
sebbene magnifica, è effimera, un'ostentazione che preannuncia la
decadenza. Questa ambivalenza riflette l'ossessione simbolista per la
fusione di sensualità e spiritualità, vita e morte.»
In Italia, chi più di
chiunque altro fa propria questa lezione è Galileo Chini.
Il pavone diventa una sua ossessione, una firma che lo accompagna per
tutta la carriera, dalle ceramiche alle grandi imprese decorative. Alle
Terme Berzieri di Salsomaggiore, gli "occhi" della coda
invadono pareti e soffitti: il blu dell'immortalità, il verde della
vitalità: temi perfetti per un luogo di cura. Al Grand Hotel des Thèrmes,
nella Taverna Rossa, l'ambiente intero diventa una pulsazione ipnotica
di "occhi" che osservano da ogni lato.
Nella mostra Il Simbolismo in Italia alla Villa dei Capolavori, Chini è presente con tre opere: il ritratto della sorella Pia dai chiari richiami preraffaelliti, il tondo con la testa di Giovanni
Battista, vittima della “femme fatale” Salomè e infine uno stupefacente
paesaggio notturno proveniente dalla Presidenza della Repubblica.
E poi c'è Luigi Magnani.
Che non a caso, qualche decennio dopo D'Annunzio al Vittoriale, popolò
il parco della sua Villa con pavoni, inizialmente solo bianchi, eterei,
canoviani. Per completare quell'atmosfera di bellezza assoluta e
aristocratico isolamento che era il nucleo della sua identità.
La sua collezione, dove Tiziano dialoga con Morandi e Goya con Burri, è
un tempio delle
corrispondenze tra il visibile e l'invisibile. I pavoni del
giardino, eredi diretti di Argo, ne sono i custodi viventi. Una formula
che è insieme ritratto del collezionista e chiave di lettura della
Villa intera:
«Magnani vede l'opera
d'arte (e la natura) non solo come forma estetica ma come simbolo
vivente di un valore etico e spirituale, operando scelte che
privilegiano l'enigma, l'atmosfera sospesa e la dimensione meditativa
dell'arte.»
La storia del Pavone
nel Simbolismo continua nel catalogo
della mostra che contiene anche il saggio “l Simbolo dispiegato. Il
pavone nel Simbolismo e l'universo sinestetico di Luigi Magnani scritto
dal Direttore scientifico Stefano Roffi.
VISITA LA MOSTRA
La Fondazione Magnani-Rocca, con la mostra IL SIMBOLISMO
IN ITALIA, la Collezione permanente di capolavori di ogni tempo, il
Parco Romantico, è aperta dal martedì al venerdì ore 10.00–18.00,
sabato domenica e festivi ore 10.00–19.00. Chiusa il lunedì
VISITE GUIDATE
Sabato 9 ore 16:00 e 16:30 e Domenica ore 11:30, 16:00, 17:00
Costo:
guida €5 + biglietto
d’ingresso €15
Prenota qui: prenotazioni@magnanirocca.it per il solo ingresso non occorre prenotare, i biglietti si
acquistano all'arrivo
La
mostra è realizzata grazie a Fondazione Cariparma e Crédit Agricole
Italia, con il contributo di Barilla e di Polo Parma. |