CONCERTO ALLA VILLA DEI CAPOLAVORI |
Il
fuoco.
D'Annunzio e la musica |
7 GIUGNO ore 18.00 — Il
Quartetto Luigi Magnani per l'ultimo concerto dei Pomeriggi Musicali
della Fondazione Magnani-Rocca, in dialogo con la mostra «Il Simbolismo
in Italia».
Chi legge D'Annunzio ad
alta voce se ne accorge subito. Le sue pagine hanno un tempo, un
respiro, una corrente sotterranea che le percorre come un basso
continuo. Le vocali si aprono, le consonanti battono la misura, le
frasi salgono e ricadono a onde. Per il Vate il mondo sonoro esiste
come una realtà che precede la musica stessa, e la prosa diventa
partitura: scrivere, per lui, era già una forma del comporre. Da qui
nasce il suo dialogo con i grandi musicisti del tempo, e l'amicizia più
intensa di tutte, quella con Claude Debussy.
In programma:
C. Debussy, Quartetto in Sol minore
Con il Quartetto Luigi
Magnani:
Paolo Mora, violino
Michele Rossi, violino
Novella Bianchi, viola
Giacomo Fossa, violoncello
Ingresso
incluso nel biglietto della mostra «Il Simbolismo in Italia».
Non serve prenotare. |
È all'amicizia tra
D'Annunzio e Debussy che guarda il concerto Il fuoco. D'Annunzio e la
musica, in programma il 7 giugno alle 18.00 alla Villa
dei Capolavori.
Il titolo viene dal
romanzo veneziano del 1900, il libro in cui d'Annunzio aveva fatto di
Richard Wagner il proprio nume e dell'opera d'arte totale il proprio
orizzonte.
Pochi
anni dopo, durante l'esilio parigino, quel sogno trova un nuovo
interlocutore. Il poeta cerca Debussy, lo trova, e da quell'incontro
nasce Le Martyre de Saint-Sébastien, mistero sacro in cinque mansioni
interpretato da Ida Rubinstein e accolto, alla prima del 1911, dalla
censura ecclesiastica che lo giudicò troppo sensuale e pagano. Una
collaborazione che d'Annunzio definì «alleanza spirituale suggellata
dalle prime note». |
Il Quartetto in Sol
minore viene da prima di quell'incontro, dal 1893, unica prova di
Debussy nel genere. Eppure conteneva già il mondo che i due artisti
avrebbero condiviso: forme libere, cromatismi cangianti, armonie
sospese in una luce indeterminata. È la grammatica stessa del
Simbolismo musicale, l'orizzonte in cui poesia e suono cercano la
medesima soglia, quella che d'Annunzio chiamava l'inafferrabilità
dell'essere.
E D'Annunzio è
figura cardine della mostra IL SIMBOLISMO IN ITALIA (fino al 28 giugno
alla Fondazione Magnani-Rocca) che si apre proprio dalle origini
letterarie della nuova estetica antinaturalista. Il suo ruolo di
aggregatore è documentato dall'Isaotta Guttadauro, il libro d'artista
da lui voluto e illustrato dai pittori del gruppo In Arte Libertas.
Ad accogliere i
visitatori in questa sezione è il suo ritratto in bronzo, plasmato da
Paolo Troubetzkoy intorno al 1892 e proveniente dal Museo del
Vittoriale. E sono le sue pagine a ispirare molte delle opere esposte,
come La coperta
dello Zodiaco, l'illustrazione che Giulio Aristide Sartorio
realizzò per Il
piacere. La stessa voce che suona nella prosa torna qui in
immagine, e infine in musica.
VISITE GUIDATE
Il sabato alle ore 16.30 e la domenica e festivi alle
ore 11.30, 16.00, 17.00, visita alla mostra con guida specializzata.
Costo:
guida €5 + biglietto
d’ingresso €15
Prenota qui: prenotazioni@magnanirocca.it per il solo ingresso non occorre prenotare, i biglietti si
acquistano all'arrivo
La
mostra è realizzata grazie a Fondazione Cariparma e Crédit Agricole
Italia, con il contributo di Barilla e di Polo Parma. |
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“Eccellente, anzi straordinaria” e “una delle migliori mostre dell’anno” |
Federico Giannini,
direttore responsabile di Finestre
sull’Arte, ha visitato Il
Simbolismo in Italia e le ha dedicato una recensione approfondita e intensa sulla
testata, definendola su Instagram “eccellente, anzi straordinaria” e
“una delle migliori mostre dell’anno”.
Il valore più
interessante non è solo il giudizio positivo espresso dall'articolo, ma
il modo in cui Giannini entra nella materia della mostra: il Simbolismo
è “uno schieramento di fantasie”, una zona instabile dell’arte italiana in cui mito, paesaggio, figura femminile, spiritualità e inquietudine si intrecciano fino
a diventare visione.
Finestre sull’Arte conferma così una delle sue qualità più riconoscibili: saper fare
critica e raccontare una mostra senza ridurla a notizia. La recensione
attraversa le opere, ne segue le ombre, riconosce l’ambizione
curatoriale e restituisce al Simbolismo italiano la sua natura più irregolare,
affascinante e perturbante.
“un
itinerario complesso, necessario e rivelatore” e “un sontuoso e
memorabile catalogo d’immagini accomunate dal loro carattere
d’epifania, enigma, promessa d’invisibile”. |
La mostra è stata
segnalata anche da The
Burlington Magazine, una delle voci più autorevoli della
critica e della ricerca storico-artistica internazionale: fondata a
Londra nel 1903, è la più longeva rivista accademica d’arte in lingua
inglese e una pubblicazione di riferimento mondiale per le belle arti e
le arti decorative. Il fatto che The
Burlington Magazine inserisca Il Simbolismo in Italia tra le
esposizioni che meritano attenzione conferma la rilevanza di un
progetto capace di parlare oltre i confini nazionali.
La
mostra diventa così un’occasione rara per entrare nell’immaginario
simbolista italiano, dove l’arte non rappresenta soltanto il visibile,
ma l’alone di mistero, desiderio e inquietudine che lo circonda. |
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Fondazione
Magnani-Rocca
image
credits
Paolo Troubetzkoy - Ritratto di
Gabriele d'Annunzio, circa 1892. Gardone Riviera, Fondazione Il
Vittoriale degli Italiani |
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