Ultimi giorni di
Il Simbolismo in
Italia |
Questi sono gli ultimi
giorni per vedere la “Semiramide” e la “Piovra” di Saccaggi, ”Abisso
verde” di Sartorio, “Oreste e le Erinni” di Von Stuck, lo scudo della
Medusa di Böcklin, la vibrante Salomè di Edgardo Sambo, le ondine
fluttuanti di Ettore Tito e poi le lune di Mario de Maria e i paesaggi
dello spirito di Pelizza da Volpedo, Segantini e Previati.
Questo weekend estivo è l’ultima occasione per vedere quella che Finestre sull’Arte ha definito “Una delle
migliori mostre dell’anno”. La mostra IL SIMBOLISMO IN ITALIA è visitabile alla
Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo fino a domenica 28
giugno.
Aperto
il venerdì dalle 10.00 alle 18.00
Sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00. |
VISITE GUIDATE
Il sabato alle ore 16.30 e la domenica e festivi alle
ore 11.30, 16.00, 17.00, visita alla mostra con guida specializzata.
Costo:
guida €5 + biglietto
d’ingresso €15
Prenota qui: prenotazioni@magnanirocca.it per il solo ingresso non occorre prenotare, i biglietti si
acquistano all'arrivo
La
mostra è realizzata grazie a Fondazione Cariparma e Crédit Agricole
Italia, con il contributo di Barilla e di Polo Parma. |
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Fuoco e luce: nella "Giovinezza
vittoriosa"
di Nomellini si accendono le scintille del futuro |
Nel 1894 Plinio
Nomellini è in carcere. A Genova, nella prigione di Sant'Andrea,
trascorre cinque mesi con l'accusa di aver preso parte alle riunioni di
un gruppo anarchico. Lo difende Pietro Gori; davanti ai giudici depone
in suo favore il pittore Telemaco Signorini. Nomellini sarà assolto. Ma
ne uscirà cambiato profondamente. Il pittore di Sciopero e di Piazza Caricamento,
l'interprete del lavoro e della denuncia, lascia il carcere e si
congeda dalla cronaca sociale. Non dalla luce. Quella la porta con sé,
e la trasforma.
Quasi
dieci anni dopo, alla V Biennale di Venezia del 1903, nella sala
toscana, quella luce divampa in “Giovinezza vittoriosa” opera che
chiude l’ultima sala della mostra “Il Simbolismo in Italia” alla
fondazione Magnani-Rocca. |
Plinio Nomellini, Giovinezza
Vittoriosa 1903. Collezione The Synergetic Group, Giampaolo Cagnin |
E’ una tela enorme (248
× 208 centimetri) su cui un cielo infuocato di tramonto fa da fondale a
una donna su un cavallo lanciato al galoppo. Intorno a lei giovani
efebi nudi, archi e giavellotti, un piccolo amorino alato. Filamenti
luminosi incendiano l'aria, sciolgono i contorni, fondono i corpi nel
paesaggio. Nessuna gerarchia compositiva tradizionale regge più: figura
e natura bruciano insieme, in un'unica vibrazione dorata.
Il critico Vittorio
Pica, che pure stimava Nomellini, parlò di "simbolismo confuso",
di "insufficienza di elaborazione cerebrale e tecnica". Si
sbagliava. O meglio: misurava un linguaggio nuovo con un metro vecchio.
Perché ciò che Pica scambiava per difetto era esattamente la conquista.
In quegli anni Nomellini stava portando a maturità la pennellata a
piccoli tocchi del divisionismo, ma non più per descrivere: per accendere. Il
colore scomposto, la forma dissolta nel pulviscolo luminoso, lo schema
infranto: sono questi i germi che il Novecento raccoglierà.
Giovinezza vittoriosa dimostra
che il Simbolismo non era una corrente nostalgica, chiusa nei racconti
del passato, ma un laboratorio.
E’ un mito che guarda
avanti.
In questo quadro monumentale Nomellini celebra la civiltà mediterranea
e la sua gioventù eroica, capace di sollevarsi sopra la miseria del
quotidiano. È la poetica del Marzocco,
è il vitalismo superomistico di Gabriele d'Annunzio tradotto in
pittura. L'eroismo che il giovane Nomellini aveva cercato nelle piazze
e negli scioperi non è scomparso. Cambia forma. Si fa luce, cavallo al
galoppo, corpo nudo contro il sole.
Guardare
oggi quella cavalcata significa cogliere il momento esatto in cui un
artista smette di rappresentare il mondo e comincia a rappresentarne
l'energia. La donna non avanza in uno spazio: avanza dentro una
combustione. È pittura che pensa al futuro mentre dipinge un mito
antico. |
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Il Festival della Parola alla Fondazione Magnani-Rocca |
Sabato 27 giugno, alle
ore 11.30, Dino Petralia sarà alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano
di Traversetolo per presentare il libro Grammatica emozionale. Viaggio dentro le parole,
pubblicato da Luigi Pellegrini Editore nel 2025, in dialogo con Marene
Ciaccio Montalto e Gennaro Mastroberardino.
L’incontro rientra
nella XIII edizione del Festival della Parola 2026 e conclude la
rassegna delle Pedalate
con Quisquilie Letterarie, realizzata in collaborazione con
FIAB Parma Bicinsieme. Un appuntamento in cui il viaggio dentro le
parole incontra quello lento della bicicletta, tra paesaggio, ascolto e
racconto.
Per chi partecipa alla
pedalata, il ritrovo è previsto alle ore 8.00 in Via Bizzozero 15 a
Parma, con partenza del gruppo alle ore 8.10. La registrazione ha un
costo di 2 euro per i soci FIAB e 5 euro per i non soci.
Prima
o dopo l’incontro sarà possibile visitare la mostra Il Simbolismo in Italia con biglietto ridotto a 5 euro per gli spettatori del Festival. Per la
sola partecipazione all’incontro, ingresso libero al Parco dalle ore
11.00 alle ore 12.00. |
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Fondazione
Magnani-Rocca
image
credits
Plinio Nomellini, Giovinezza
Vittoriosa 1903.
Collezione The Synergetic Group, Giampaolo Cagnin |
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