LA NUOVA MOSTRA ALLA FONDAZIONE MAGNANI-ROCCA

Man Ray tutto, ma proprio tutto

Parigi, dicembre 1921. Il giorno in cui apre la sua prima mostra personale, Man Ray incolla una fila di chiodi sulla piastra di un ferro da stiro e lo intitola Cadeau, regalo. Un oggetto utile e quotidiano diventa ostile: impossibile, ironico, minaccioso.

Man Ray è ricordato come uno dei grandi fotografi del Novecento. Era anche pittore, scultore, cineasta, grafico, inventore di oggetti, autore di libri, e tra questi mestieri non tracciava confini. Dipingeva, diceva, ciò che non si può fotografare, ciò che viene dai sogni.

E il titolo della mostra nasce da qui.

Tutto può diventare un linguaggio
Per Le Retour à la raison (1923), il suo primo film, Man Ray sparge sale, spilli e puntine sulla pellicola e la espone alla luce, senza macchina da presa. Con lo stesso principio nascono le rayografie: oggetti comuni posati sulla carta fotografica, che riemergono privi di peso e funzione.

Tutto può diventare un'opera
L'Énigme d'Isidore Ducasse (1920) è una macchina da cucire avvolta in una coperta e legata con lo spago: non si vede niente, e per questo si immagina tutto. Nel 1932, finito il rapporto con Lee Miller, Man Ray fissa al pendolo di un metronomo la fotografia del suo occhio e scrive le istruzioni: attaccare l'occhio di chi si è amato e non si vede più, poi distruggere tutto con un colpo di martello. Anni dopo qualcuno lo fa. Man Ray lo rifà e lo chiama Oggetto indistruttibile: l'opera sopravvive alla materia perché sopravvive l'idea.

E tutto comprende anche la vita
Con Marcel Duchamp si conosce nel 1915, senza una lingua comune. Giocano a tennis senza rete e contano i punti con l'unica parola condivisa, yes. Poi vengono gli scacchi, i film e il volto di Rrose Sélavy, alter ego femminile di Duchamp.

E infine, Man Ray stesso
In ogni sala c'è almeno un autoritratto, mai solenne. Duchamp lo definì come una voce di dizionario: Man Ray, sostantivo maschile: sinonimo di gioia, giocare, godere.

Per Man Ray tutto poteva entrare nell'arte: un oggetto trovato, un volto amato, una partita a tennis, un colpo di martello. Sulla sua tomba a Montparnasse si legge Unconcerned but not indifferent. Incurante, ma non indifferente.

MAN RAY: tutto Oltre trecento opere tra fotografia, pittura, scultura, cinema, grafica, oggetti e libri d'artista A cura di Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi Fondazione Magnani-Rocca, Villa dei Capolavori Mamiano di Traversetolo (Parma) Fino al 13 dicembre

VISITE GUIDATE APERTE A TUTTI
Sabato alle ore 16.00
Domenica alle ore 11.30, 15.30, 16.30, visita alla mostra con guida specializzata.
Costo: guida €5 + biglietto d’ingresso €15
Prenota qui:
 prenotazioni@magnanirocca.it (per il solo ingresso non occorre prenotare, i biglietti si acquistano all'arrivo)

Orari, biglietti e visite di gruppo: magnanirocca.it

 

Federica Salto

INVITO ALL'EVENTO

Sabato 19 settembre:
chi decide che cosa vale la pena vedere?

Sabato 19 settembre alle 17.00 Federica Salto, giornalista di moda e autrice della newsletter La moda il sabato mattina, incontra il pubblico della Magnani-Rocca a partire dalle immagini di Man Ray e da una domanda molto contemporanea: chi costruisce davvero ciò che vediamo?

Un errore fotografico può diventare uno stile. Una persona ritratta può diventare coautrice dell’immagine. Un’idea di molti anni prima può tornare improvvisamente più attuale di ciò che nasce oggi.

Nelle fotografie di Man Ray, la Marchesa Casati sceglie lo scatto mosso che diventerà iconico; Lee Miller partecipa alla storia della solarizzazione; Meret Oppenheim e Juliet Browner portano nell’immagine qualcosa che appartiene anche a loro.

E poi c’è Kiki de Montparnasse, che mette il proprio corpo e la propria presenza al centro di una delle immagini più celebri del Novecento: Le Violon d’Ingres. Il suo corpo diventa superficie, segno, metafora; insieme allo sguardo di Man Ray contribuisce alla nascita di un’immagine capace di attraversare il tempo.

Sono donne che emergono così come presenze attive nella costruzione dell’immagine, e non semplicemente come soggetti davanti all’obiettivo.

Da qui Federica Salto porterà il discorso fino alla moda contemporanea: un mondo attraversato da una quantità enorme di immagini, da estetiche sempre più riconoscibili e da linguaggi che cambiano rapidamente.

Chi decide allora che cosa diventa stile? Chi costruisce un’immagine? E come si mantiene un’identità mentre intorno cambiano continuamente le mode?

Man Ray offre una risposta ancora sorprendentemente attuale: conoscere i linguaggi del proprio tempo, attraversarli liberamente e continuare a inventare il proprio modo di vedere.

Info Sabato 19 settembre 2026, ore 17.00
Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo (PR)
La partecipazione all'evento è gratuita e riservata agli iscritti alla newsletter della Fondazione Magnani-Rocca e compreso nel biglietto della mostra MAN RAY: tutto.

Conosci qualcuno che ama la moda? Inoltrala a chi porteresti sabato: con l'iscrizione gratuita potrà partecipare anche lui/lei.

Federica Salto è giornalista di moda. Ha lavorato nelle redazioni di iO Donna, Rivista Studio e Vogue e, dal 2023 al 2025, ha curato la comunicazione del direttore creativo di Gucci. Dal 2020 è autrice della newsletter indipendente La moda il sabato mattina.

 

CI SONO BELLE NOVITÀ

Una nuova stagione culturale alla Magnani-Rocca

Questo è l’ultimo numero della newsletter della Fondazione così come la conosci.

Dal prossimo numero La Villa dei Capolavori apre una nuova stagione editoriale. Accanto alle voci della Fondazione arriveranno firme ospiti: giornalisti, critici, curatori, designer, illustratori, fotografi, creator e studiosi.

Testi originali per aprire nuove prospettive. E sempre più occasioni per gli iscritti:
• incontri in Villa con protagonisti della cultura contemporanea;
• workshop con artisti e illustratori;
• podcast, reading e contenuti riservati;
• anteprime, aperture e accessi speciali;
• esperienze a numero limitato;
• regali e sorprese durante l’anno, compresa un’iniziativa natalizia dedicata ai bambini.

La prima firma ospite è Federica Salto, la aspettiamo in Villa sabato 19 settembre per il primo incontro della stagione: Chi decide che cosa vale la pena vedere?

Il nuovo numero della newsletter arriva martedì.

Conosci qualcuno che ama l’arte ed è attento a ciò che accade nella cultura? Inoltrala a chi porteresti sabato: con l'iscrizione gratuita potrà partecipare anche lui/lei.

Fondazione Magnani-Rocca

 image credits
Indestructible object, 1923-1965 esemplare n. 77/100 Ed. MAT collection 65 metronomo con la fotografia di un occhio Courtesy Man Ray International Association, Parigi / Marquise Casati “portrait de mon âme”, 1922 Man Ray Trust / Lèvres (Lee Miller), circa 1930, Man Ray Trust / Venus restaurée, 1936-1971 Collezione privata

foto di Mattia Giannattasio