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02 Un visitatore inaspettato
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07 il Parco a metà Ottobre
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IN MOSTRA - MAN RAY TUTTO
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Le lacrime
di Man Ray
sono di vetro
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Giulia Cavaliere
l'unica commissione accettata da Morandi
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Design
gli oggetti di culto dal Fondo Brionvega
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Un visitatore silenzioso
si aggira tra i capolavori, in uno short film molto speciale
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Un volto di donna, inquadrato così da vicino che resta soltanto lo sguardo, rivolto verso l'alto. Sulle guance scendono gocce perfette, troppo rotonde per essere vere: sono perline di vetro. Man Ray non lo nasconde, e la fotografia commuove lo stesso.
Nel 1938, all'Esposizione internazionale del Surrealismo di Parigi, le stesse lacrime ricompaiono sul volto del manichino che Man Ray veste per la mostra: escono dalla fotografia e diventano un oggetto. Walter Guadagnini, che ha curato la mostra Man Ray: tutto insieme a Mauro Carrera e Stefano Roffi spiega nel catalogo perché questa ambiguità sta al centro di tutto il suo lavoro.
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«La fotografia è il regno del possibile, non del vero»
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WALTER GUADAGNINI, CO-CURATORE DELLA MOSTRA
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«(…) la fotografia di Man Ray è, sopra ogni altra cosa, ambigua, fondata sull'ambiguità di realizzazione e alla ricerca dell'ambiguità di interpretazione: corpi, volti, oggetti, tutto è sempre posto sotto il segno della pluralità dei sensi e dei significati; non può esistere una lettura univoca: la fotografia è il regno del possibile, non del vero. Ora, la fotografia in America in questi anni è praticata e letta sostanzialmente su principi contrari: che si tratti del documentarismo di ambito FSA (Farm Security Administration), con in testa Evans e Lange, o che si tratti della fotografia straight di stampo artistico dei vari Weston e Cunningham, la fotografia americana si pone come diretta analisi e restituzione del reale, come manifestazione del mondo, derivante, in ogni caso, dalla perfetta padronanza del mezzo stesso. (…)» - Walter Guadagnini, dal catalogo di Man Ray: tutto
Alla Villa dei Capolavori le lacrime di vetro stanno a pochi passi dalle rayografie, dagli oggetti e dai ritratti: oltre 300 opere che chiedono di essere guardate due volte, la seconda sapendo che niente è come sembra. Scopri la mostra
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Taccuino ––––– Man Ray: tutto
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Sabato alle 16.00. Domenica alle 11.30, 15.30 e 16.30. Guida €5 + ingresso €15; per il solo ingresso non serve prenotare. Prenotazioni: prenotazioni@magnanirocca.it
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Cortometraggio ––––– The Villa of Masterpieces
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C'è qualcuno che conosce ogni sala della Villa dei Capolavori a memoria
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The Villa of Masterpieces, il cortometraggio di Mattia Giannattasio
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In un museo tutti guardano le opere d'arte. Ma cosa succede quando qualcuno comincia a guardare i visitatori? È il punto di partenza di The Villa of Masterpieces, il cortometraggio con cui il giovane fotografo Mattia Giannattasio racconta la Fondazione Magnani-Rocca dal punto di vista della gatta Zaffira che si aggira tra le sale della Villa.
Una prospettiva insolita, che trasforma gesti quotidiani e spazi familiari in un piccolo racconto cinematografico. E che dice qualcosa anche della Villa dei Capolavori: un luogo dove l'arte del passato continua a stimolare l'immaginazione di una nuova generazione di creativi.
Del resto, si sa, l'arte fa bene alla creatività.
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«Morandi dipinse su commissione una volta sola»
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Giulia Cavaliere
giornalista e critica musicale
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Giorgio Morandi sceglieva da solo che cosa dipingere: bottiglie, scatole, vasi, sempre gli stessi, spostati di pochi centimetri sul tavolo dello studio di via Fondazza. Una volta sola accettò di dipingere su richiesta. Il committente era Luigi Magnani, e il soggetto erano gli strumenti musicali, un omaggio alla musica che Magnani studiava e amava.
È la Natura morta (Strumenti musicali) del 1941, oggi nella collezione della Villa dei Capolavori. Giulia Cavaliere, critica musicale, la racconta nella nuova stagione del podcast. Che cosa sia successo tra Magnani e Morandi prima di quel sì, lo racconta nell'episodio.
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Natura morta con strumenti musicali, Giorgio Morandi, 1941
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Giulia Cavaliere, voce del podcast, è autrice e critica musicale. Scrive libri, saggi, articoli e podcast, e firma programmi per radio e TV (Radio Popolare, RSI, Sky Arte). Collabora con Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Rolling Stone, Esquire e Chora Media. Ha pubblicato Romantic Italia (minimum fax) e una biografia letteraria di Francesca Alinovi (Electa). Nel 2023 Artribune l'ha nominata giornalista culturale dell'anno.
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Il grande design in mostra ––– Csac
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A Valserena lo CSAC racconta la storia di Brionvega
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Dall'altra parte di Parma, nell'Abbazia di Valserena, lo CSAC dell'Università di Parma espone oltre cento pezzi del Fondo Brionvega: oggetti, prototipi, disegni, bozzetti, pubblicità e fotografie, scelti tra gli oltre 8.000 materiali che Ennio Brion donò all'archivio nel 1989. C'è il radiofonografo rr 126 progettato da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1965, e c'è la storia di un'azienda che dalla fine degli anni Cinquanta ha trasformato radio e televisori in oggetti da guardare, oltre che da ascoltare.
La mattina a Valserena, il pomeriggio alla Villa dei Capolavori: il design italiano e Man Ray nella stessa giornata.
Brionvega. Design & Designers, a cura di Francesca De Zotti e Margherita Monica, fino al 24 dicembre. Venerdì 9–15, sabato e domenica 10–19. → La mostra sul sito dello CSAC
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Nel Parco Romantico ogni specie ha il suo momento
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C'è chi fiorisce a gennaio, chi a maggio, chi aspetta l'autunno per cambiare colore. In queste settimane tocca alle foglie, e il Parco cambia da una visita all'altra. È compreso nel biglietto e si visita negli stessi orari della Villa dei Capolavori.
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Immagini
Larmes, 1932 stampa contemporanea a inchiostro ai pigmenti di carbone su carta baritata
Man Ray Trust © Man Ray Trust ADAGP, Paris, by SIAE
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