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passiamo un fine settimana ad Arquà
(Arquà Petrarca (PD) - Veneto)
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passiamo un fine settimana ad Arquà
(Arquà Petrarca (PD) - Veneto)

La parte medievale del borgo si articola intorno alla piazza Roma, su cui si affacciano il palazzo Contarini, in seguito Naccari e, di fronte, un palazzo del XIV secolo.
Completa la vista la chiesa arcipretale di S. Maria, di poco posteriore al mille, ampliata e impreziosita da un complesso pittorico dal gusto bizantino fino all'influsso di Giotto: di particolare interesse è la tela di Palma il Giovane, "L'Ascensione".
Al centro del sagrato della chiesa si trova l'arca, in marmo rosso di Verona, contenente le spoglie di Francesco Petrarca.
Nella strada che conduce a valle, al di sotto del sagrato, è presente una fontana con lavatoi detta "del Petrarca", la cui costruzione è stata attribuita al poeta stesso, anche se sembrerebbe che la sua costruzione risalga al 1200.
Sull'arco frontale, in pietra di Nanto, è incisa la frase latina attribuita al Quarenghi "Fonti numen inest , hospes: venerare liquorem, unde bibens cecinit digna Petrarcha deis" (Un nume abita in questa fonte, o straniero: venera quest'acqua, bevendo la quale il Petrarca poté cantare versi divini).
A fianco vi sono due abitazioni storiche: una gotica e una del XIII° secolo, dotata di giardino pensile.

Famosa per aver accolto il potea Francesco Petrarca (1364) che si stabilì poi definitivamente nel 1370, sino alla sua morte (1374).
La descrizione che il poeta fece della località dice tutto sulla bellezza del luogo:

«Vasti boschi di castagni, noci, faggi, frassini, roveri coprivano i pendii di Arquà, ma erano soprattutto la vite, l’olivo e il mandorlo che contribuivano a creare il suggestivo e tipico paesaggio arquatense».
(documento conservato presso il Museo Civico di Padova) .

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Un suggerimento:
chi dovesse soggiornare per qualche giorno ad Arquà Petrarca non dimentichi di fare una visita ai paesi di Monselice (15-20 min), Este (15-20 min), Montagnana (20-30 min).

Non dimentichiamo inoltre i vari prodotti locali che fanno ricordare i gusti dimenticati dei tempi passati: l’olio, i bigoli al torchio, il vitello ed il maiale, ma soprattutto il particolare “brodo di giuggiole” , frutto quasi dimenticato e introvabile nei moderni supermercati.

Una nota:
il brodo di giuggiole è un liquore composto, preparato a partire dalle giuggiole appassite.
La giuggiola è una pianta proveniente dalla Siria, oggi coltivata anche in Italia ed è tipica della zona dei Colli Euganei.

Per saperne di più:
www.arquapetrarca.com
wikipedia:Arquà Petrarca
www.collieuganei.it: casa del Petrarca

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VENETO 2 - data di pubblicazione: nel 2010 o prima